Berlino

Le migliori città europee dove avviare una start-up

Per avviare una start-up una buona idea di partenza è importante ma gran parte del successo dipende da dove la si lancia. Ciò significa trovare alcune condizioni che stimolino la crescita come la disponibilità del personale locale, l’accesso ai finanziamenti e le relative infrastrutture.

 

La classifica delle città più start-up friendly

Berlino è attualmente la città migliore per lanciare una start-up, almeno secondo i dati compilati dalla European Start-up Initiative (ESI). Lo studio ha chiesto hai fondatori delle strat-up dove avrebbero ricominciato da zero e il 15% ha scelto la capitale tedesca. Subito dietro c’è Londra con il 14% dei voti. Tale attrazione verso due delle città più internazionali in Europa è spiegata anche dai bassi costi rispetto ad altre città. Londra è noto per il suo ecosistema amichevole. C’è un buon accesso ai capitali, i regimi fiscali sono favorevoli, ma è alto il costo per gli uffici. La capitale inglese è tra le prime posizioni anche su una recente lista sugli uffici più cari.

Amsterdam ha ricevuto il 10% delle preferenze mentre dietro c’è Barcellona con il 7% dei voti. Altre importanti città europee come Lisbona, Dublino, Stoccolma, Monaco, Copenaghen e Vienna seguono da vicino. In particolare, Lisbona è un caso particolarmente interessante data la recente crisi finanziaria che il Portogallo ha affrontato negli ultimi anni. Secondo la Reuters, la capitale portoghese sta diventando popolare per i suoi bassi salari e la disponibilità di talento tecnico. Non ultimo, gli affitti mensili medi sono decisamente contenuti rispetto ad altre capitali europee. Inoltre la città ospiterà il Web Summit del mercato tecnologico di quest’anno, dopo che questa rassegna si è tenuta a Dublino negli ultimi sette anni.

Ecco nel dettaglio la classifica stilata da Reuters.

Classifica città start-up

 

Cosa stimola la crescita delle start-up?

Non è tutto una questione di denaro. Come confermato dallo studio condotto dall’ESI, l’accesso al capitale è il fattore meno importante (44%). Tuttavia negli ultimi mesi, tale aspetto potrebbe riacquisire rilevanza specialmente per le imprese inglesi. Infatti tra gli effetti della Brexit ci potrebbe essere una parziale riduzione dell’erogazione del credito erogato.

Al contrario, l’accesso a capitale umano altamente qualificato è il fattore più importante per i fondatori (71%). In un nostro precedente articolo, abbiamo infatti visto come assumere personale non qualificato per la mansione richiesta sia uno dei 5 errori più comuni nell’avviare un’impresa.

Al secondo posto si ha l’ecosistema di buona qualità (69%). I costi sono sul gradino più basso del podio (51%), sebbene i fondatori di start-up nei paesi in via di sviluppo ritengano tale punto di maggiore importanza.

 

Come abbiamo visto, Berlino e Londra sono solidamente in cima alla lista. Tuttavia i loro primati sono insidiati da diversi competitor. Stoccolma, Milano, Dublino, Copenhagen, Monaco, Vienna e Manchester sembrano prossime ad affermarsi. Lo stesso studio suggerisce di tenere d’occhio le prossime rivelazioni come ad esempio Tallinn. Infatti l’Estonia da tempo ha intrapreso una rivoluzione informatica che rappresenta decisamente un motivo di richiamo. Tra le iniziative lanciate c’è la cittadinanza elettronica ed ingenti investimenti nell’infrastruttura digitale.

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