Diversificazione-rischio

La diversificazione del rischio: le tecniche base

La diversificazione del rischio ha assunto un ruolo rilevante fin dalla teoria di portafoglio e dal modello di Markowitz. Anche i modelli successivi più recenti hanno confermato l’importanza di questa pratica. L’obiettivo della diversificazione del rischio è la riduzione della probabilità di incorrere in perdite senza alcuna rinuncia in termini di rendimento. Insieme all’asset allocation è uno dei must per chi fa trading. In questo articolo verranno descritte alcune tecniche base di diversificazione di portafoglio.

 

La diversificazione del rischio markovitziana

Chiamata anche diversificazione qualitativa, consiste nella selezione di un numero limitato di titoli non correlati in modo negativo. In altre parole, la diversificazione markovitziana funziona scegliendo almeno due titoli i cui rendimenti non abbiano uguale andamento.

Viene definita qualitativa proprio per il fatto che non richiedere un determinato numero di asset nel portafoglio. Al contrario si concentra sui rendimenti degli asset considerati.

Inoltre è una tecnica di diversificazione efficiente in quanto elimina il rischio specifico e sistematico. Il primo riguarda la singola società (ad esempio rischio di riduzione degli utili, fallimento dell’impresa eccetera). Il secondo attiene al rischio che riguarda tutti coloro che fanno parte del mercato o di un particolare settore.

 

La diversificazione del rischio naif

Detta anche semplice o quantitativa, si effettua aumentando il numero dei titoli tra cui ripartire le risorse. Infatti con l’aumento graduale del numero di asset in portafoglio, si ha una contestuale diminuzione della variabilità dei rendimenti. Tuttavia tale calo raggiungerà ad un certo punto una soglia minima sotto alla quale non si potrà andare neanche con l’aumento infinito degli asset.

L’effetto di questa diversificazione è quello di compensare i rendimenti specifici dei singoli titoli tra di loro. Così è possibile ridurre il rischio specifico, al contrario di quello sistematico.

 

La diversificazione del rischio temporale

Al contrario delle tecniche presentate in precedenza, la diversificazione temporale sfrutta il semplice trascorrere del tempo. In generale infatti la volatilità delle azioni è molto elevata nel breve termine. Tuttavia tende a decrescere in modo sensibile con l’aumentare dell’orizzonte temporale.

Ciò è dovuto dal fatto che il carattere speculativo delle azioni che interessa particolarmente a chi è rivolto ad un orizzonte di breve periodo. Nel lungo periodo invece i titoli azionari battono le obbligazioni dal punto di vista del rendimento.

 

Infine gli studi di Solnik hanno dimostrato la capacità di ridurre il rischio investendo in titoli non domestici. In particolare l’investimento in titoli esteri riduce il rischio di portafoglio solo se la correlazione fra le valute è molto bassa.

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