asset allocation

Che cos’è l’asset allocation?

L’asset allocation è tra le determinanti principali della performance nel medio e lungo periodo. Una asset allocation non adeguatamente preparata può portare ingenti perdite per l’investitore. Infatti da quanto emerge in diversi studi condotti negli ultimi decenni, come ad esempio quello di Gary Brinson, l’asset allocation è decisamente il fattore di maggiore influenza sul rendimento di un portafoglio.

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A cosa serve l’asset allocation?

Specialmente in ambito finanziario questo genere di attività è per lo più condotta da figure professionali opportunamente formate, gli asset manager. Il loro compito è quello di stabilire delle linee guida attraverso cui prendere poi decidere come impiegare le risorse a disposizione.

Infatti l’asset allocation consiste nello scegliere la distribuzione del capitale a disposizione fra le diverse asset class disponibili. In altre parole, si può suddividere in una prima fase di selezione degli investimenti e in una seconda durante la quale si stabilisce quale percentuale di capitale destinare ad ogni classe di investimento. Dunque è un concetto strettamente legato alla diversificazione del rischio.

Le possibili scelte di investimento si distinguono in attività finanziarie e reali. Le prime sono ad esempio azioni, obbligazioni e liquidità. Le seconde sono immobili, metalli preziosi ma anche merci di un certo valore. In base alla natura di ogni singola categoria di investimento, l’investitore si espone a rischi di tipo diverso.

Dunque è possibile affermare che l’asset allocation ha lo scopo di raggiungere una gestione ottimale del portafoglio. Nel caso di investimenti finanziari, tale gestione avviene tramite il bilanciamento del rendimento e del grado di rischio delle singole attività a seconda delle diverse esigenze dei singoli investitori. Ricordiamo che rendimento e rischio sono direttamente proporzionali: ad una maggiore rischiosità corrisponde una remunerazione attesa più alta e viceversa.

 

I diversi tipi di asset allocation

A seconda delle esigenze di ogni investitore e alla sua attitudine al rischio, l’asset manager può scegliere uno dei seguenti approcci.

L’asset allocation strategica si focalizza su un orizzonte temporale medio o lungo. E’ solitamente consigliabile per coloro che iniziano a pianificare i propri investimenti nei prossimi 20 anni o oltre. Dato che la scelta delle asset class è basata su valutazioni che esulano da movimenti momentanei sui mercati, le rotazioni degli asset all’interno del portafoglio sono meno frequenti. Gli ETF offrono un buon livello di diversificazione che può essere mantenuto in un periodo prolungato nel tempo.

L’asset allocation tattica si basa su un orizzonte temporale di breve termine. Partendo dall’analisi della situazione attuale dei mercati e dall’osservazione dei trend temporanei, l’asset manager cerca di “cavalcare l’onda” sfruttando il trend di mercato. Tuttavia è consigliabile mantenere una certa coerenza tra asset allocation strategica e tattica. Infatti una volta stabilita una tendenza che verrà assunta nel lungo termine, in generale è sconsigliabile assumere posizioni contrarie a lungo.

L’asset allocation dinamica vede ancora più stressata la visione di mercato nel breve termine. Perciò la composizione del portafoglio secondo una strategia simile è fortemente esposta a repentini cambiamenti di mercato. Da questo punto di vista, assume ancora maggiore importanza il già visto market timing, vale a dire la tempistica delle decisioni prese. Come comprensibile, più frequenti sono le variazioni all’interno del portafoglio, maggiori saranno i costi di transazioni da sostenere.

 

L’investitore e l’asset allocation

Come già accennato precedentemente, la strategia di investimento da adottare è fortemente influenzata dalle singole esigenze del singolo investitore. Questa fase è particolarmente delicata specialmente per coloro che non si affidano a figure professionali. Perciò è importante assumere un punto di vista neutrale, consapevole dei rischi e in linea con la situazione attuale dei mercati.

Innanzitutto è necessario identificare gli obiettivi di investimento in termini di rischio sostenuto e rendimento desiderato. Allo stesso tempo occorre stabilire anche l’orizzonte temporale entro il quale si desidera conseguire gli obiettivi da fissare. In tutto ciò occorre sempre tenere a mente che ad un rendimento richiesto maggiore, aumenta il rischio di perdere completamente o in parte il capitale investito.

Una volta fissati gli obiettivi, si passa alla scelta delle asset class che meglio si adattano all’investitore. Tale scelta è ovviamente in funzione del rischio e il rendimento stabilito precedentemente. In particolare, si cerca di massimizzare il rendimento atteso e di minimizzare il rischio sostenuto. In generale le azioni presentano un rendimento più elevato di altri asset come le obbligazioni. Tuttavia presentano anche una volatilità più elevata ed esposta alle turbolenze di mercato.

Un errore da evitare è, ad esempio, quello di fissarsi un rendimento molto superiore a quello mercato. Anche fissarsi un orizzonte temporale non adatto alle nostre aspettative è sbagliato. Banalmente chi desidera una crescita veloce del proprio capitale non dovrà considerare titoli di stato pluriennali. E’ sconsigliato affidarsi esclusivamente ai trend di breve termine e perdere di vista quelli di lungo periodo. Infatti quando si è presi dall’emotività, è facile perdere di vista l’obiettivo che ci si è posti.

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