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Cosa ci si può aspettare dall’economia cinese

Recentemente si è scoperto che il famoso investitore miliardario George Soros è interessato nella economia cinese. Lui è il quinto creditore dello governo cinese. Questa notizia ha subito colpito l’opinione pubblica in quanto più volte il finanziere americano si era mostrato scettico sulle prospettive di crescita della Cina.

Chi è un attento osservatore, che non bada troppo alle apparenze, dovrebbe non fidarsi molto di questa notizia. In generale, chiunque investa nel mercato cinese deve rimanere freddo, senza farsi prendere dall’emotività del momento. In particolare in questo caso occorre non farsi distrarre dal fatto che Soros abbia un particolare interesse nell’economia cinese. Perciò assume importanza un principio valido nella finanza come nella vita in generale. Serve sviluppare un proprio pensiero critico e non limitarsi a replicare meccanicamente le strategie altrui.

 

Lo stato dell’economia cinese

In realtà, i fondamentali economici della Cina per la crescita economica a breve e medio termine restano solide. Non importa quanto i media esteri, anche indotti da secondi fini, cerchino di far credere il contrario.

A più lungo termine, l’economia cinese ha robustezza intrinseca, un potenziale enorme e un ampio margine di manovra. Ciò sembra anche avvalorato dal fatto che il governo cinese persiste con una politica fiscale stimolante ed una prudente politica monetaria. Allo stesso tempo spinge il lato dell’offerta con riforme strutturali.

Per quanto riguarda il breve termine, Fondo monetario internazionale e Banca asiatica di sviluppo hanno affermato che le prospettive economiche della Cina restano positive. Il tasso di crescita atteso del PIL è tra i più in alti della regione con il 6,6 per cento. Una cifra che rimane solo un sogno per molti i paesi.

 

Cosa c’è dietro la notizia

E’ possibile che Soros cerchi di guidare il mercato a beneficio di se stesso per raggiungere la redditività. Perciò crea un’atmosfera volatile e svia gli altri investitori. Il divario tra le sue parole e le sue azioni dipendono sia sulla regolamentazione dei mercati finanziari sia sui fondamentali economici della Cina. Nel frattempo, la complessità dei meccanismi economici nel loro insieme rende la situazione di difficile lettura.

Infatti, la transizione economica della Cina da economia chiusa a economia sempre più aperta richiede ancora tempo. Dovrà affrontare problemi come debiti societari elevati e crescenti ed eccesso di capacità produttiva strutturale. Allo stesso tempo il sistema finanziario è sempre più grande, opaco e interconnesso. Tuttavia, la Cina non sta affrontando una crisi bancaria. Inoltre, la leadership cinese è determinata a riformare i settori fiscali e finanziari con grande impiego di mezzi e risorse daapplicare. Tuttavia l’economia cinese gode di grande direzione e dinamica endogena.

In tale contesto, l’economia cinese non potrà mai essere ridotta a un paese delle meraviglie per gli speculatori e gli avventurieri. Solo quei visionari che sono bravi a scoprire nuove economie ed esplorare nuove dinamiche in grado di cogliere le opportunità e condividere la prosperità derivanti dalla crescita cinese.

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